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La rete nazionale dell'usato

scrive al governo Monti

La rete nazionale dell'usato

La rete nazionale dell'usato - BIDONVILLE

Le richieste: regolamentazione
del settore e più liberalizzazione

carlo lavalle
 
 

Una lettera aperta indirizzata al presidente del consiglio Mario Monti per chiedere l'introduzione di una legge per la promozione, il riordino e la regolamentazione dell'attività degli operatori dell'usato. E' l'iniziativa intrapresa dalla rete Onu (Rete Nazionale Operatori dell’Usato), network nazionale costituito nel 2011 da 17 organizzazioni e rappresentativo di un settore in evoluzione composto da almeno 50.000 operatori e organizzatori di mercatini storici e delle pulci, fiere, cooperative sociali, cooperative di produzione lavoro, botteghe rigattiere, negozi in conto terzi ed enti di solidarietà. Un universo produttivo che oltre ad assicurare occupazione permette di ridurre sprechi ed impatto ambientale impedendo a decine di migliaia di tonnellate di oggetti di diventare prematuramente spazzatura da smaltire. L'Unione europea ha stabilito da tempo il valore del riutilizzo in un'ottica di riduzione del volume dei rifiuti prodotti sollecitando gli Stati membri ad adottare misure adeguate in materia. E' in questo quadro che il mondo dell'usato viene ad assumere una valenza nuova. In Italia comincia a venire allo scoperto in modo più organizzato rivendicando la sua funzione e reclamando un'attenzione maggiore da parte delle istituzioni pubbliche. Abbiamo intervistato Augusto Lacala, presidente della rete Onu, che ha tenuto i suoi Stati generali a Torino, per far luce sulle richieste avanzate al governo.

Il settore dell'usato è in fermento. Perché avete sentito l'esigenza di rivolgervi direttamente a Monti e chiedere l'introduzione di una legge specifica del settore?
Abbiamo indirizzato la lettera aperta al primo ministro perché crediamo sia giunto il momento di dare voce a quello che è considerato un comparto produttivo di serie b e quindi ricerchiamo un interlocutore ai massimi livelli per le nostre proposte.

Quali richieste specifiche avanzate?
In primo luogo, l'istituzione di un Consorzio Nazionale del Riuso che, analogamente a quanto fa CONAI con le frazioni da destinare al Riciclo, garantisca l’avvio di tutta la frazione riusabile alle Filiere del Riutilizzo. Secondo, proponiamo di abolire il sistema delle licenze per gli operatori ambulanti dell’usato, i quali dovranno semplicemente presentare una Dichiarazione di Inizio Attivitá (D.I.A.) al pari dei commercianti su sede fissa. Terzo, chiediamo maggiori spazi a livello locale per lo svolgimento dei mercati dell’usato. Quarto, siamo a favore di una revisione degli oneri fiscali perché attualmente penalizzano in modo particolare il nostro comparto raddoppiando il carico fiscale sugli operatori.

La crisi economica potrebbe dare un maggiore impulso allo sviluppo dell'attività di riutilizzo?
In momenti come questi il ricorso al riutilizzo diventa un imperativo categorico. La necessità di risparmiare delle famiglie stimola una coscienza più critica in tutti noi a cercare nuove strade e soluzioni al consumismo incontrollato che abbiamo finora vissuto.

La richiesta di liberalizzazione e meno vincoli significa la ricerca di un maggiore sostegno da parte delle istituzioni?
La richiesta di liberalizzare e contemporaneamente regolamentare il settore, oltre a essere una necessità per noi operatori, è anche un sostegno e un contributo che la Rete Onu intende fare a beneficio delle istituzioni e non viceversa. Il giusto riconoscimento alle possibilità di sviluppo nel settore ambientale, economico e d’integrazione sociale del comparto credo debba interessare le istituzioni.

L'Unione europea ha stabilito nelle più recenti direttive sui rifiuti l'importanza in termini di impatto ambientale dell'attività di preparazione per il riutilizzo ancora prima del riciclaggio. L'Italia si è attrezzata per adeguarsi a questo indirizzo?
No. L’Italia, anche se ha recepito la direttiva europea con il D.L.205/10 inserendo “la preparazione al riutilizzo” nella normativa vigente non avendo emanato i decreti attuativi rimane con la vecchia normativa che di fatto blocca le iniziative per il riuso, attività in grado di evitare che enormi quantità di rifiuti “ingombranti” finiscano in discarica.

Questi oggetti troppo presto considerati rifiuti per il settore dell'usato possono rappresentare una risorsa da sfruttare?
Si, certo. In uno studio del 2008 del centro di ricerca Occhio del Riciclone si evidenzia che nella sola Roma le merci riusabili e con possibile distribuzione ammontavano al 63,6% del totale dei rifiuti conferiti alle isole ecologiche (ndr le piazzole di raccolta stabilite nei comuni).

Parlate dell'usato come di un settore che potrebbe rappresentare una ricetta efficace per la crisi. In che modo?
Il settore dell’usato ha un’importantissima funzione di inclusione sociale perché rappresenta un’opportunitá di impiego semplice per coloro che hanno difficoltá a entrare nel mercato del lavoro e non hanno capitale per avviare altre imprese. Il settore dell’usato impiega migranti, rom, ultracinquantenni disoccupati e anziani con pensione insufficiente, invalidi e altre persone emarginate economicamente. Il ruolo sociale del settore dell’usato va sostenuto e ampliato, è un’occasione anche per i giovani che hanno difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro attraverso la mera attività commerciale, il recupero di antichi mestieri artigiani, e per gli artisti che si cimentano nel riuso creativo degli scarti. Tutto ciò si realizza senza gravare sulle istituzioni, reintegrando individui emarginati dal mondo del lavoro.

 
 
 

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L’USATO ITALIANO ELEGGE I SUOI RAPPRESENTANTI!

 

Gli Operatori dell’Usato di tutta Italia si sono uniti, nelle loro molte anime, in un’unica grande
Associazione, la Rete ONU, che promuoverá gli interessi di tutto il settore.

La Rete ONU, costituitasi a Napoli il 22 novembre scorso, ha eletto il proprio direttivo e le proprie
cariche sociali. Per la prima volta l’usato italiano ha i suoi rappresentanti, e spera in questo modo
di uscire dall’invisibilitá e dalla mancanza di status e diritti frutto della polverizzazione che lo
caratterizza .

 

• I 7 membri del direttivo, che rimarrá in carica 3 anni, sono:



Augusto Lacala (settore “Fiere”) – Presidente

Antonio Conti (settore “negozi dell’usato”) – Portavoce

Aldo Barbini (settore “cooperative”)- Vicepresidente

Alessandro Stillo (settore “mercati storici”) - Vicepresidente

Averamo Virgili (settore “mercatini rom”) – Vicepresidente

Gianni Perbellini (settore “mercatini e operatori conto terzi”) – Vicepresidente

Pietro Luppi – Direttore del Comitato Scientifico

• Sono stati inoltre nominati:


 

Gianfranco Bongiovanni – Segretario

Alessandro Giuliani – Consulente Tecnico-Legale

Il direttivo, su delega dell’assemblea, nominerá inoltre 3 probi viri e un revisore dei conti.